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Annie Besant
Studio sulla Coscienza
Contributo alla scienza della psicologia
Edizioni Teosofiche Italiane
Pag. 292
Formato: 15,5 x 22 cm.
Anno: 2017
ISBN: 978-88-8885-869-2


€. 22.00 €. 18.70 (-15%)

  

Novità

La monografia di Annie Besant (1847-1933), intitolata Studio sulla coscienza, e forse meglio definita dal sottotitolo “Contributo alla scienza della psicologia”, fu pubblicata in originale, a puntate, nella Theosophical Review (già Lucifer) di Londra negli anni 1902-1903 e nella prima edizione italiana dalla casa editrice Ars Regia di Milano, nel 1911.

Il problema della coscienza è stato sin dai tempi antichi oggetto delle più diverse definizioni. L’Enciclopedia Filosofica Italiana definisce la “coscienza” come “la presenza della mente a se stessa nell’atto di apprendere e giudicare”, ma distingue una “coscienza morale”, una “coscienza religiosa”, una “coscienza di relazione” ecc., che sono invece dei condizionamenti mentali. La “coscienza”, senza aggettivi, nel senso inteso da A. Besant, è semplicemente “espressione della vita stessa” infusa in ogni atomo dell’universo.

L'autrice, nota per altre 300 opere compilate sui problemi dello spirito, introduce il discorso con un'ampia premessa per mettere in evidenza l'origine ed il significato della "coscienza", richiamandosi alle antiche tradizioni esoteriche delle religioni allo scopo di offrire una base molto ampia per lo sviluppo della concezione teosofica del processo della coscienza.

 

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  • informazioni sull'Autore: Annie Besant
    Annie Besant Annie Besant è stata una figura di rilievo sia in campo spirituale che sociale. Donna colta e brillante, ha lasciato insegnamenti di grande importanza e attualità. Fu ispirata ed influenzata dagli ideali teosofici che affermano che la Verità è la religione più elevata. La sua vita è stata così profondamente dedita alla ricerca della Verità che non permetteva che niente si frapponesse tra lei e il suo obiettivo e ha sempre vissuto la sua Ricerca con passione e perseveranza, libera dai condizionamenti. Le qualità della dottoressa Besant le hanno permesso di conquistare il rispetto e la stima di menti eccezionali quali Jiddu Krishnamurti e Helena Blavatsky.

    Annie Besant naque a Londra nel 1847, in una famiglia borghese. Suo padre, un dottore di origini irlandesi, morì quando lei aveva cinque anni. La madre decise quindi di affidare la bambina ad un’amica, Ellen Marryat. Nel 1867, all’età di diciannove anni, sposò Frank Besant, un pastore anglicano di ventisei anni, fratello minore di Walter Besant, scrittore e storico inglese. Da questo matrimonio Annie ebbe presto due figli: Digby e Mabel. Il matrimonio stesso però si rivelò un disastro e ben presto i due si separarono. Tra le ragioni che condussero alla separazione vi era il forte spirito di indipendenza e autonomia di Annie Besant, che mal si conciliava con gli atteggiamenti conformisti e autoritari del marito.

    Da quel momento Annie Besant cominciò a lottare per tutte le cause che riteneva giuste come la libertà di pensiero, i diritti delle donne e dei lavoratori, il laicismo, il socialismo, il controllo delle nascite, ecc. Iniziò con lo scrivere attacchi alle chiese e al modo in cui controllavano la vita delle persone. I suoi articoli vennero pubblicati in una rubrica sul National Reformer, il giornale della National Secular Society, una società che lottava per il laicismo dello stato inglese. Per parecchio tempo Annie fu molto amica del leader della società, Charles Bradlaugh, ed essi lavorarono insieme in molte questioni.

    A causa del fatto che essi vivevano insieme più volte fu detto che erano amanti, ma in realtà non c’è ragione di crederlo. Bradlaugh era un ateo e un repubblicano. In seguito alla pubblicazione di un libro dell’americano Charles Knowlton sul controllo delle nascite e alla difesa di questo furono arrestati e processati. Vennero dichiarati colpevoli, ma vennero rilasciati grazie all’aiuto della stampa e al sostegno dell’opinione pubblica. Lo scandalo fece perdere ad Annie i suoi figli: Frank riuscì a persuadere la corte che lei non fosse in grado di “badare” ad essi e si fece dare l’affidamento. L’immagine politica di Bradlaugh non fu però danneggiata dallo scandalo, ma ne fu in qualche modo rafforzata al punto che quattro anni dopo, nel 1881, egli riuscì ad entrare in parlamento.

    Frattanto Annie imperniò stretti contatti l’Irish Home Rulers, un movimento per la liberazione dell’Irlanda, che allora era ancora sotto la dominazione inglese. In particolare conobbe uno dei leader, Micheal Davitt, di cui parlò e scrisse molte volte. However, Bradlaugh's parliamentary work gradually alienated Annie. Women had no part in parliamentary politics. Annie was searching for a real political outlet: politics where her skills as a speaker, writer and organiser could do some real good. Per questo motivo Annie cominciò a scrivere per la Fabian Society, una società che riuniva persone che esploravano alternative al capitalismo. Il nuovo lavoro e la stretta relazione con l’autore irlandese George Bernard Shaw furono le cause della separazione da Bradlaugh, che era un accanito oppositore di ogni sorta di socialismo.

    La disoccupazione era uno dei problemi fondamentali dell’epoca e il 13 novembre1887 Annie accettò di apparire come oratrice ad un manifestazione. La polizia cercò di fermare la manifestazione e ci furono molti scontri con i manifestanti. L’evento passò alla storia come Bloody Sunday. Durante i suoi anni di socialismo Annie aiutò molto i lavoratori inglesi, in particolare le giovani donne di una fabbrica di fiammiferi londinese, la Bryant and May; in pochissimo tempo riuscì a organizzare le lavoratrici e a ottenere il consenso dell’opinione pubblica forzando così l’azienda a migliorare il salario e le condizioni di lavoro. Nel 1884 Annie instaurò una stretta amicizia con Edward Aveling, un giovane socialista che traduceva alcuni importanti scritti di Marx in inglese. Per un po’ di tempo i due vissero insieme, ma poi Aveling lasciò Annie e andò a vivere con Eleanor Marx, figlia di Karl Marx. Annie comunque diventò membro della Socialist League di cui divenne uno dei migliori oratori, pur facendo sempre parte della Fabian Society.

    Annie Besant era una scrittrice prolifica e una grande oratrice. Nel 1889 la Pall Mall Gazette le chiese di scrivere una recensione di “The Secret Doctrine”, un libro di H. P. Blavatsky, allora presidente della società teosofica. Dopo aver letto il libro ottenne un intervista con l’autrice e la incontrò a Parigi. Da questo incontro iniziò la sua “conversione” alla Teosofia. As her interest in Theosophy deepened, she allowed her membership of the Fabian Society to lapse (1890) e ruppe I suoi legami con i Marxisti. When Blavatsky died in 1891, Annie was left as one of the leading figures in Theosophy. Nel 1893 andò in India per la prima prima volta e nello stesso compì un viaggio negli Stati Uniti per rappresentare la società teosofica alla Chicago World Fair. Dopo una disputa con il leader della sezione americana, William Quan Judge, la stessa sezione si distaccò completamente. Il resto della società fu poi guidato da Henry Steel Olcott e dalla Besant con sede a Adyar, vicino a Chennai, in India dove a sede tuttora con il nome di Theosophical Society Adyar. Da quel momento in poi Annie riversò molte delle sue energie non solo a favore della teosofia, ma anche nella lotta per la liberazione dell’India per la quale gli è stata intitolata una via a Chennai. Nel 1907, dopo la morte di Olcott, Annie divenne presidente della società teosofica.

    Annie, inoltre, fondò una nuova scuola a Varanasi: il Central Hindu College. Il suo obbiettivo era creare una nuova classe dirigente per l’India. I ragazzi trascorrevano 90 minuti al giorno in preghiera e studiavano le sacre scritture Hindu, ma studiavano anche le scienze moderne. Ci mise tre anni per raccogliere il denaro per questa scuola, e la maggior parte del denaro venne dai principi indiani. Nel 1909 Leadbeater “scoprì” Jiddu Krishnamurti su una spiaggia vicino alla sede della società ad Adyar. Besant si convinse subito che il ragazzo fosse la reincarnazione del buddha. Da quel momento Krishnamurti visse nella società teosofica per vent’anni fino a che, all’età di trentaquattro anni decise di uscire dalla società. Questo fu un duro colpo per Annie che aveva creduto molto in lui, ma i due restarono comunque buoni amici fino alla morte della stessa Annie.

    Comunque, così come si dedicò alla società teosofica, Annie continuò a partecipare a lotte politiche. Entrò a far parte dell’Indian National Congress, un gruppo che lottava per l’indipendenza dell’India. Inoltre era editore del giornale New India, con cui attaccava il governo inglese. Nel 1916 lanciò la Home Rule League, il primo partito politico indiano che lottava per l’indipendenza. Diversamente dal Congresso che si riuniva una volta all’anno l’Home Rule League lavorava sempre per mobilitare dimostrazioni, incontri pubblici e assemblee. Nel giugno del 1917 Annie venne arrestata per aver messo nel giardino una bandiera rossa e una verde in segno di sfida. Il Congresso e la Muslim League, una lega di musulmani che lottava anch’essa per l’indipendenza dell’India, ma soprattutto del Pakistan, minacciarono di lanciare proteste se non fosse stata liberata.

    Alla fine fu liberata in settembre e fu accolta da un’enorme folla proveniente da tutta l’India. In dicembre fu eletta presidente del Congresso per l’anno seguente. Questo fu probabilmente il più grande onore che ricevette nella sua vita. Dopo la guerra una leadership emerse attorno a Mohandas K. Gandhi, detto poi il Mahatma, uno dei tanti che aveva scritto al governo inglese per la liberazione di Annie. Annie continuò la sua campagna per l’indipiendenza dell’India, non dolo in India ma anche Inghilterra, fino alla sua morte avvenuta ad Adyar nel 1933.
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