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Umberto Galimberti
Umberto Galimberti è professore di Filosofia della Storia all'Università di Venezia e psicoanalista di formazione junghiana. Fissando il proprio sguardo filosofico sui confini tra ragione e follia, nei suoi studi ha indagato con metodo genealogico le nozioni di simbolo, corpo e anima, rendendo visibili le tracce del sacro che persistono nella nostra civiltà dominata dalla tecnica. È autore, tra gli altri, di Psiche e techne (Milano 1999); Orme del sacro (Milano 2000); I vizi capitali e i nuovi vizi (Milano 2003); Il gioco delle opinioni (Milano 2004). L'editore Feltrinelli ha recentemente iniziato la pubblicazione delle sue Opere. Continua...
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Galimberti U.
La terra senza il male Jung: dall'inconscio al simbolo. Opere VI
Feltrinelli
pag. 256
€. 10.00
"Questo libro parla della terra e del suo male, del segno e del simbolo del linguaggio e del suo limite. Questo libro parla di Jung, perché, come Nietzsche, Jung raggiunge l'essenza violenta del discorso psicologico e quindi l'origine del discorso, che neppure la filosofia conosce perché, come “scienza umana”, non dice che il limite... Dopo Jung non si può fare psicologia se non accedendo alla nascita della psicologia che non si trova nei testi scientifici, dove le tautologie assicurano i generi e le tecniche, ognuno al suo posto, ma in quel pre-testo che è la religione, dove il dramma divino narra la vicenda umana che l'uomo non può raccontare, perché il suo racconto, il suo testo è venuto dopo. Per questo in Jung non parla il sapere, ma Dio e gli dèi. Con Jung torna l'enigma, torna l'Oscurità. La sua psicologia assume il modo del discorso per trasferirlo al limite del discorso. È questo limite che vogliamo indagare."
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Galimberti U.
Il segreto della domanda Intorno alle cose umane e divine
Apogeo
pag. 212
€. 13.00
Questo libro raccoglie sessanta delle moltissime lettere che i lettori di D la Repubblica delle Donne settimanalmente mi inviano, ponendo delle domande che poi vengono discusse in quella maniera un po’ anomala, che non è quela di rispondere alla domanda, ma di radicalizzarla, andando il più possibile in fondo dove si annida il radicamento. Questo modo di procedere talvolta può apparire irritante, talvolta difficile, talvolta delusivo, ma è meglio deludere l’attesa di una risposta immediata che isterilire una domanda, impoverirla, non tenerla all’altezza di ciò che chiede. I miei commenti alle lettere qui riportate non vogliono essere un ricettario per i problemi della vita, perché questo comporterebbe che io capissi la mia e anche quella degli altri, mentre la bellezza della vita è proprio nella sua imperscrutabilità, è nel gioco indicato dai suoi enigmi che non si concedono a facili soluzioni.
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Galimberti U.
La casa di psiche
Feltrinelli
pag. 468
€. 13.00
La psicoanalisi conosce la mancanza di senso di una vita sofferente, ma non la sofferenza derivante dalla difficoltà di trovare il senso della vita e del mondo nell’età della tecnica. Per questo oggi occorre tornare alla filosofia, che da sempre si interroga intorno al senso delle cose.
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Galimberti U.
L'ospite inquietante Il nichilismo e i giovani
Feltrinelli
pag. 184
€. 12.00
Il nichilismo che è la negazione di ogni valore è anche quello che Nietzsche chiama “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. Siamo nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l’età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l’età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell’esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non “lavorano” più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un “noi” motivazionale.
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Galimberti U.
Psichiatria e fenomenologia
Feltrinelli
pag. 392
€. 12.00
L’apporto della fenomenologia alla psicologia come scienza della comprensione dell’uomo. I contributi di Husserl e di Heidegger da un lato e quelli di Jaspers dall’altro vengono in questo volume richiamati e ordinati per chiarire la posizione epistemologica della psicologia nella serie di quelle scienze il cui intento è la “comprensione” dell’uomo e non la “spiegazione” del suo comportamento. Questa differenza non consente un’innocua trasposizione a livello umano dei modelli concettuali e dei metodi che si sono rivelati idonei nelle scienze della natura, a meno di ridurre l’uomo a evento naturale come hanno fatto la psichiatria classica e la “teoria” psicoanalitica in contraddizione con la “prassi” terapeutica. ...
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Galimberti U.
Orme del sacro
Feltrinelli
pag. 200
€. 14.46
Dove il sacro si offre anche alla dissacrazione, l'autore si domanda cosa sia rimasto di autenticamente religioso in un'epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio plurinvocato in molte lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null'altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall'incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Chiedendo alla tecnica di non fare ciò che può, l'etica cristiana si dimostra patetica. Ma non è migliore la condizione in cui si trova l'etica laica in un mondo reso incerto dal fatto che, oggi, la capacità di fare dell'uomo è enormemente superiore alla sua capacità di prevedere e quindi di governare la storia. Qui nessun "Dio ci può salvare" perché la tecnica, che disabita il sacro, è nata proprio dalla corrosione del trono di Dio.
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Galimberti U.
Parole nomadi
Feltrinelli
pag. 256
€. 9.50
Mentre usi e costumi si contaminano, le nostre etiche, fondate su proprietà, territorio, confine, finiscono a favore di un’etica del viandante che non si appella al diritto, ma all’esperienza. Il libro “Dal disincanto del mondo e nell’instabilità di tutte le parole che prima lo definivano, nacque un paesaggio insolito, simile allo spaesamento, in cui si annuncia una libertà diversa, non più quella del sovrano che domina il suo regno, ma quella del viandante che al limite non domina neppure la sua via. Consegnato al nomadismo, l’uomo spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Anche queste parole si sono fatte nomadi, non più mete dell’intenzione o dell’azione umana, ma doni del paesaggio che ha reso l’uomo viandante senza una meta, perché è il paesaggio stesso la meta.”
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Galimberti U.
La casa di Psiche dalla psicanalisi alla pratica filosofica
Feltrinelli
pag. 468
€. 19.50
Come affrontare una vita e un mondo che si presentano misevevoli in quanto privi di senso. La psicoanalisi conosce la mancanza di senso di una vita sofferente, ma non la sofferenza derivante dalla difficoltà di trovare il senso della vita e del mondo nell’età della tecnica. Per questo oggi occorre tornare alla filosofia, che da sempre si interroga intorno al senso delle cose.
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Galimberti U.
La terra senza il male Jung: dall'inconscio al simbolo
Feltrinelli
pag. 256
€. 10.00
"Questo libro parla della terra e del suo male, del segno e del simbolo del linguaggio e del suo limite. Questo libro parla di Jung, perché, come Nietzsche, Jung raggiunge l'essenza violenta del discorso psicologico e quindi l'origine del discorso, che neppure la filosofia conosce perché, come “scienza umana”, non dice che il limite... Dopo Jung non si può fare psicologia se non accedendo alla nascita della psicologia che non si trova nei testi scientifici, dove le tautologie assicurano i generi e le tecniche, ognuno al suo posto, ma in quel pre-testo che è la religione, dove il dramma divino narra la vicenda umana che l'uomo non può raccontare, perché il suo racconto, il suo testo è venuto dopo. Per questo in Jung non parla il sapere, ma Dio e gli dèi. Con Jung torna l'enigma, torna l'Oscurità. La sua psicologia assume il modo del discorso per trasferirlo al limite del discorso. È questo limite che vogliamo indagare."
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Galimberti U.
Il tramonto dell'Occidente
Feltrinelli
pag. 736
€. 15.00
“Sta forse giungendo a compimento il senso espresso dalla nostra cultura che, come dice il nome, è ‘occidentale’, cioè ‘serale’, avviata a un ‘tramonto’, a una ‘fine’. L’evento occidentale è sempre stato presso la sua fine, ma solo ora comincia a prenderne coscienza. Ma che cosa finisce, oggi che l’Occidente è sulla via di occidentalizzare il mondo e, quindi, di annullare la propria specificità che l’ha reso finora riconoscibile? Finisce la fiducia che l’Occidente aveva riposto nel progressivo dominio da parte dell’uomo sugli enti di natura, oggi divenuti, al pari dell’uomo, materiali della tecnica. Ma la tecnica non ha alcun fine da raggiungere né alcuno scopo da realizzare, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela la verità, la tecnica ‘funziona’ secondo quelle procedure che, pur nel loro rigore e nella loro efficacia, si rivelano incapaci di promuovere un orizzonte di senso. E sulle ceneri della categoria del ‘senso’, che dell’Occidente è sempre stata l’idea guida, si affacciano le figure del nichilismo, le quali, nel proiettare le loro ombre sulla ‘terra della sera’, indicano, a ben guardare, la direzione del tramonto. Un tramonto già iscritto nell’alba di quel giorno in cui l’Occidente ha preso a interpretare se stesso come cultura del dominio dell’uomo sulle cose.”
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JEAN VALNET
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