Cosa resta, oggi, dell’opera di René Guénon? In un’epoca che ha sostituito la sapienza con l’informazione e la Tradizione con l’esperienza, i suoi libri appaiono come templi abbandonati, ancora solidi nella forma ma ormai illeggibili ai più. Eppure, sotto la superficie dismessa del nostro tempo, qualcosa continua a risuonare. Specchi rotti e labirinti verticali è un viaggio narrativo e critico nell’universo guénoniano, costruito non per spiegare, ma per orientare; non per sintetizzare, ma per disinnescare gli automatismi del pensiero moderno. Ogni saggio è una soglia, ogni lettura un’esitazione tra il comprendere e il comprendere troppo tardi. Con stile colto e ironico, Mauro Bonanno accompagna il lettore lungo un itinerario che tocca tutti i grandi testi di Guénon – da Gli stati molteplici dell’essere a Il regno della quantità, da Il teosofismo a Il Re del mondo – mostrando come ogni libro sia meno una dottrina che un gesto. E come, tra il silenzio del Principio e il rumore della modernità, resti ancora possibile distinguere. Purché si ascolti.