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Info
rilegatura: brossura
formato: 15 x 21 cm.
pagine: 1196
ISBN: 978-88-6119-002-2
Editore: Il Libraio delle Stelle
Anno di pubblicazione: Giugno 2007
Euro: 55.00
Approfondimenti
Prefazione
Indice dell'opera
La Grande Invocazione
Il Raggio della personalità
Kundalini e la spina dorsale
Sintesi dell'opera
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Trattato di Magia Bianca
o la via del discepolo
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vol.1 Psicologia esoterica
Tutte le opere di Alice A. Bailey
Notizie sull'autore
Alice A. Bailey
Autobiografia incompiuta
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Sintesi dell'opera << torna indietro
In una brevissima Introduzione stilata alla fine del 1950, Foster Bailey, che fu attivo sostenitore della missione intrapresa da sua moglie Alice, volta a diffondere gli insegnamenti ricevuti per via telepatica dal Tibetano, invita il lettore a non ripetere l’errore compiuto da varie organizzazioni, inclini all’intransigenza dogmatica.

Le verità spirituali trasmesse dal Maestro D.K., infatti, devono spesso confrontarsi con i limiti della lingua inglese e, soprattutto, tradurre in termini razionali delle idee astratte.

Ciò comporta una parziale distorsione delle dottrine rivelate che, comunque, rappresentano solo una minima parte delle conoscenze esoteriche, sempre soggette a revisione ed ulteriori ampliamenti, che vengono gradualmente trasmesse all’umanità, adattandosi alle capacità di comprensione mostrata nel corso delle epoche storiche.

Oggi, quindi, non è più necessario riconoscere l’autorità indiscussa dell’insegnante e mantenere l’impegno di segretezza, poiché si è instaurata un’èra di libertà mentale.

Pertanto, ciò che viene divulgato può essere accettato come ipotesi da verificare con l’esperienza diretta.

Il “Trattato del Fuoco cosmico” rappresenta l’insegnamento più rilevante fornito dal Tibetano nel corso della sua collaborazione trentennale con Alice Bailey. Quest’opera monumentale era stata preannunciata alla fine dell’Ottocento dalla Blavatsky, istruita dal medesimo Maestro per la stesura della “Dottrina Segreta”. Infatti, il presente trattato ne costituisce per così dire la chiave psicologica, cioè l’interpretazione più corretta da un punto di vista eminentemente astratto ed introspettivo.

La stessa Alice Bailey, inoltre, all’epoca della pubblicazione avvenuta nel 1925, aveva voluto precisare lo scopo dell’opera che intende fornire una trattazione schematica di cosmologia e di psicologia, individuando le analogie intercorrenti tra macro e microcosmo.

Acquisire questa conoscenza provoca un ampliamento di coscienza e favorisce l’integrazione tra ricerca scientifica e dottrine religiose, a torto separate da un assurdo antagonismo, se si considera che la Verità non può che essere una. Infine, va precisato che con il concetto di Fuoco s’intende riferirsi all’Essenza divina che rappresenta l’origine e la fine di ogni forma manifestata. Si può parlare poi del Fuoco interno o d’attrito che vivifica ogni atomo e distinguere il Fuoco della Mente o solare, cioè quello della Conoscenza che dissipa l’illusione, dal Fuoco dello Spirito o elettrico, inteso come Fiamma che unifica le innumerevoli scintille da Esso emanate, i sé individuali.

Esiste, quindi, un Principio Illimitato ed Immortale, una Realtà Assoluta che precede ogni manifestazione. Tale Causa senza causa è indicibile ed esula dalla capacità di comprensione intellettuale.

Essa si articola in tre Logoi: il primo, immanifesto; il secondo, costituito dall’unione di Spirito e Materia, che rappresenta la Vita; il terzo che consta dell’Ideazione cosmica. Come si vede, ci si muove nel campo della metafisica pura.

Da questi tre Principi Creativi derivano innumerevoli Universi con le loro galassie, sistemi solari e pianeti. Ogni sistema solare è la manifestazione vitale ed energetica di un Ente cosmico detto Logos Solare.

Anche quest’ultimo, come i Logoi immanifesti, presenta un triplice aspetto: un Fuoco elettrico o Spirito, che consta di una Volontà e un Proposito di Vita; un Fuoco solare o Anima, dotato di una Coscienza e di Amore-Saggezza che si esplica come Energia di coesione ed attrazione; un Fuoco per attrito dotato di Intelligenza Attiva capace di dare origine alle forme.

Quando il Logos Solare si manifesta in modo visibile, provoca una serie di Emanazioni che a loro volta assumono un triplice aspetto: le Potenze, i Sephiroth, le Cause d’Iniziazione.

Il ternario, poi, si riflette in ogni manifestazione successiva; infatti, anche l’uomo è trino (spirito, anima, corpo) come l’atomo formato di nucleo, elettroni e dal loro reciproco rapporto.

Inoltre, tutto è pervaso da Energia che vivifica e collega le varie forme, non potendosi concepire nulla come a sé stante; questo fatto implica l’idea della fratellanza e costituisce la base su cui si fonda la scienza astrologica. Dai tre aspetti di Dio, dal Logos Solare e dall’Energia Centrale si diramano sette Forze Logiche, che a loro volta si differenziano nei cosiddetti Sette Raggi (Volontà. Amore-Saggezza, Intelligenza Attiva, Armonia, Conoscenza, Devozione e Ordine).

L’intera manifestazione è regolata da una Legge di Periodicità da cui derivano tre Leggi Cosmiche: la Legge di Economia che governa la materia, la Legge di Attrazione che caratterizza l’Anima e la Legge di Sintesi che concerne lo Spirito.

Dalle Leggi Cosmiche dipendono sette Leggi Sistemiche che vigono all’interno del sistema solare: Legge di Vibrazione, Coesione, Disintegrazione, Dominio, Fissazione, Amore, Sacrificio.

Esse operano sui sette piani del sistema solare, che vanno dalla dimensione fisica a quella spirituale.

Ognuna di queste Leggi entra periodicamente in azione ed ogni piano conosce periodi di manifestazione (manvantara) ed oscuramento (pralaya), seguendo un processo prima involutivo e poi evolutivo di carattere ciclico.

Conoscere i cicli vuol dire addentrarsi nella scienza del numero, del suono e del colore, ma tali saperi sono posseduti solo da chi ha conseguito la Perfezione.

Tutte le anime sono sostanzialmente identiche alla Superanima o Anima Universale (Alaya), perché sue emanazioni.

Ciò ha varie implicazioni:

1) Il Logos del sistema solare è il Macrocosmo e l’Uomo è il microcosmo.
2) L’anima è uno degli aspetti propri delle forme vitali.
3) La relazione fra tutte le anime costituisce la base della fratellanza.
4) La Legge di Analogia permette d’intuire le corrispondenze esistenti nell’intero sistema.
5) Il Logos è il macrocosmo per i Regni di Natura, ma l’uomo lo è per quelli subumani.
6) L’atomo tende all’autocoscienza e l’uomo a quella più allargata o di gruppo.
Il Logos planetario si avvia ad acquisire una coscienza simile a quella solare. 7) Il Logos Solare consta della somma degli stati di coscienza presenti al suo interno.

Da quanto detto finora, s’intuiscono non solo le mirifiche corrispondenze che collegano il Tutto, ma anche l’esistenza di una Grande Mente Ordinatrice che può chiamarsi Dio.

SEZIONE PRIMA

IL FUOCO PER ATTRITO O DELLA MATERIA


IL FUOCO NEL MACROCOSMO

Anche in questo caso, il Fuoco presenta una triplice natura: 1) Fuoco per Attrito che vitalizza dall’interno il sistema solare oggettivo; esso consiste nella kundalini logoica.
2) Fuoco Solare che anima il corpo mentale del Logos ed è formato dalla somma delle scintille mentali.
3) Fuoco Elettrico o divina Fiamma che distingue il nostro Logos dagli altri. Questo triplice Fuoco, in termini di Raggi, si esprime come Raggio dell’Attività intelligente (energia di Brama che imprime il moto al Tutto), Raggio dell’Amore intelligente (energia di Vishnu che governa la Legge di Attrazione e Repulsione), Raggio della Volontà intelligente (energia di Shiva che provoca un movimento nello spazio dell’intero sistema).
Se il calore dei Fuochi interni è latente, causa la manifestazione; se è attivo, provoca l’evoluzione. Il Fuoco mentale dona la coscienza al Logos, collegando la Sua vita con la forma; grazie agli Elementali del Fuoco, permette l’espressione del pensiero.

Questa dualità, sia del Fuoco interno che di quello mentale, forma il quaternario inferiore del Logos, analogo a quello presente nel microcosmo. Come l’essere umano, anche il Logos è perfettibile; quando i Suoi tre Raggi si fonderanno, concluderà un Suo ciclo vitale e salirà di piano.

IL FUOCO NEL MICROCOSMO

Nel microcosmo, cioè nell’essere umano, per la Legge di Analogia, il processo si ripete identico.
Quindi, si avrà un Fuoco Interno vivificante, identificato con kundalini individuale che, come calore latente, dona vita e movimento; come calore attivo, invece, stimola l’evoluzione. Oggettivando la personalità, permette all’Io spirituale di prendere contatto con la materia.

Segue il Fuoco della Mente che produce un’autocoscienza sempre più ampia; anch’esso è duplice: volontà intelligente che collega la Monade con la personalità e fattore vitalizzante le forme-pensiero dell’Io superiore. La duplicità dei due Fuochi produce il quaternario individuale.

Infine, c’è la Divina Fiamma Monadica che stimola l’evoluzione. Anche qui, la fusione dei Fuochi porta alla realizzazione finale nel presente ciclo di manifestazione.

IL FUOCO DELLA MANIFESTAZIONE

Il primo Fuoco stimola l’attività dell’esistente; il secondo quella della mente e della coscienza; il terzo Fuoco riguarda l’evoluzione che permette alla scintilla spirituale di dotarsi di mente e di tornare all’Origine arricchita dell’esperienza maturata nella materia.

Nell’essere umano, il Fuoco latente governa i processi vitali e quello radiante si manifesta come aura che riflette la salute e i sentimenti prevalenti.

I FUOCHI INTERNI DEGLI INVOLUCRI

Col termine involucro s’intende riferirsi a quei veli di sostanza che nascondono la Realtà interiore.
Qui si prendono in considerazione solo quei Fuochi che animano i veicoli inferiori, cioè il fisico (considerato anche nella sua parte eterica), l’emotivo o astrale e il mentale.

Esaminando solo il Fuoco latente interiore, si può dire che dal sole esso irradia tutto il sistema attraverso tre canali: l’akasha o materia vitalizzata dal calore latente; l’elettricità o sostanza di polarità unica, che rappresenta l’energia del Logos solare nel suo aspetto spirituale; i raggi di luce dell’aspetto pranico. I Fuochi solari, dunque, influenzano i corpi planetari compresi nel sistema.

Anche i Fuochi interni della Terra agiscono attraverso tre canali: la materia del pianeta vitalizzata dal calore; il fluido elettrico che caratterizza l’atmosfera e che rappresenta il polo opposto dell’elettricità solare; il prana planetario che dona alla Natura il suo potere di guarigione e che viene assorbito dai pori della pelle.

Nell’uomo, i Fuochi si trovano alla base della spina dorsale e procedono attraverso tre canali: quello che infonde calore al corpo; quello che vitalizza i centri nervosi e quello che distribuisce il prana, dando origine al fenomeno dell’aura.

Quanto detto per il piano fisico, vale anche per l’astrale ed il mentale. Il Fuoco latente interiore, nella sua triplice manifestazione, costituisce il Fuoco essenziale del terzo Logos, caratterizzato dalla vita attiva. I tre Fuochi funzionano allo stesso modo nell’atomo.

Esistono poi gli elementali e i deva del Fuoco. Nel piano fisico, abbiamo le salamandre, gli spiriti del fuoco, gli agnichaitan, gli elementali panici. Essi alimentano i piccoli ed i grandi Fuochi, il calore corporeo, le fiamme dei vulcani, i raggi di luce.

Nel piano astrale, invece, provocano il calore delle emozioni o lo slancio delle aspirazioni più nobili. Hanno infinite espressioni; una di esse (agnisuryan) collabora alla distruzione del corpo causale dell’individuo, giunto alla soglia della realizzazione.

IL RAGGIO DELLA PERSONALITA’ E IL FUOCO PER ATTRITO

Lo Spirito permea tutte le forme di ogni piano; ovunque Esso ha per punto focale un atomo di materia detto atomo permanente.
Quest’ultimo distribuisce la forza che riceve dal Raggio Monadico, Egoico o della Personalità. Gli atomi fisici, emotivi e mentali, stimolati da questa forza, si attivano e s’illuminano, fino a produrre la trasmutazione dell’individuo.

A livello microcosmico, dunque, si ripete quanto avviene sul piano macrocosmico per mezzo di Fohat; infatti, l’individuo percorre, su scala inferiore, lo stesso lavoro del Logos solare.
Pertanto, la Legge del karma opera in modo identico in tutto il cosmo.

IL CORPO ETERICO E IL PRANA

Il prana o principio vitale è prodotto dal rapporto dell’Atma (Spirito) con una forma, che viene costruita come mezzo di esperienza. L’esistenza dura finché in un corpo vi sia prana.
Lo studio del corpo eterico permetterà una più profonda conoscenza della materia e di migliorare la salute umana. Esso è presente nell’uomo, nel pianeta e nel sole. Le emanazioni praniche solari svolgono varie funzioni: stimolano, rallentano o distruggono i processi vitali che si svolgono nel sistema.

A sua volta, l’eterico costituisce lo stampo su cui si modella la forma fisica, che viene in vario modo influenzata da esso. Tutto, quindi, è interconnesso e conosce influenze reciproche.

Questo corpo è un tessuto di sottili canali intrecciati, formato da materia di quattro livelli eterici, che divide il piano fisico dall’astrale, finché la coscienza non sia in grado di espandersi nella dimensione superiore. Ciò vale sia per il micro che per il macrocosmo.

In tutte le forme esiste un organo che riceve il prana. Nel sistema, è il sole centrale; nel pianeta, il suo centro e nell’uomo la milza; il veggente lo vede irradiare all’intorno con i colori dell’aura.

L’esistenza del piano fisico ha fine con il ritiro dell’eterico che esce dalla sommità del capo e non stimola più il Fuoco latente nella materia. Lo stesso accade per un pianeta o per un sistema solare, giunti alla fine del loro ciclo. La scienza ufficiale è prossima ad ammettere l’esistenza del corpo eterico: infatti, esistono non solo la foto Kirlian, in grado di evidenziare l’aura, ma anche i fenomeni detti paranormali e spiritici; essi sono incontestabili, sebbene la loro origine sia diversa da quanto si creda; inoltre, si studiano gli effetti dei raggi solari sul fisico e la funzione delle ghiandole nei confronti dell’assimilazione delle essenze vitali.

Il prana solare è un fluido vitale e magnetico ricevuto da fonti cosmiche e trasmesso dal sole al corpo eterico dell’uomo per mezzo di entità deviche o spiriti di natura. Se si è armonici ed equilibrati, non vi è rischio alcuno, perché l’eccesso di radiazioni viene distribuito all’aura planetaria, dopo aver aggiunto a quanto ricevuto una quota di emanazione personale.

Il prana planetario è quello che la Terra o altri pianeti restituiscono, dopo averlo assorbito dal sole; anche qui gruppi di deva s’incaricano di distribuire il magnetismo di Madre Terra. Per inciso, va detto che la luna non emana alcunché, perché uomini e deva che la popolavano si sono ritirati e non agiscono più come intermediari.

Il prana delle forme è distribuito dai regni biologici superiori a quelli inferiori, secondo un medesimo principio di collaborazione e d’interdipendenza. Tutto il processo è attivato dal Fuoco, sia esso interno, radiante, assimilato, vivificante o distruttore; esso costituisce l’essenza di ogni esistenza, mezzo di sviluppo e di preservazione. Quando tutti i Fuochi si riuniranno in un’unica Fiamma, si otterrà la perfezione degli esseri purificati e si potrà superare l’anello invalicabile che divide le creature dei vari piani o dimensioni.

Il corpo eterico umano riceve il prana solare in tre centri: tra le scapole, presso lo sterno e nella milza; poi, lo irradia a sua volta.

Il fine di questa circolazione è di unire i Fuochi della materia (latente e attivo) con quelli della mente e dello spirito, per liberarsi dalla prigione dei veicoli che temporaneamente avvolgono ed offuscano la luce del vero Io. Tutte le insufficienze e le imperfezioni attuali impediscono la corretta circolazione delle energie; tuttavia, le esperienze accumulate in ogni ciclo permettono un’evoluzione graduale.

I disordini nel corpo eterico esistono a livello sistemico, planetario ed umano, impedendo l’assorbimento e la distribuzione ottimali del prana. Per questo, è necessario curare la salute del corpo, conducendo una vita salubre ed equilibrata, priva di eccessi.

Alla fine di un ciclo vitale, l’energia si ritira dall’involucro fisico e ne determina il dissolvimento. Per l’uomo, è la cosiddetta morte (anche se il Fuoco latente nella materia atomica sussiste); per il pianeta e il sistema, avviene un periodo di oscuramento detto pralaya. Il tutto, poi, si trasferirà su un piano più evoluto, al momento di una nuova manifestazione (manvantara), perché le esperienze accumulate in precedenza non sono state vane.

KUNDALINI E LA SPINA DORSALE

Col termine kundalini ci si riferisce al Fuoco elettrico o potere fohatico insito nella materia.
Nell’essere umano, esiste in riposo alla base della spina dorsale eterica; può essere risvegliato e fatto risalire verso l’alto, fino a congiungerlo prima col Fuoco della mente e poi con quello dello Spirito.

Quest’operazione non è esente da rischi, qualora l’individuo non abbia preventivamente dominato la personalità.

IL MOTO SUI PIANI FISICO E ASTRALE

Il moto è prodotto dal Fuoco latente nella materia ed è l’elemento distintivo del terzo Logos o Brahma, caratterizzato dall’Intelligenza attiva. Tutto si muove in senso rotatorio, si differenzia in sette piani con vibrazioni diverse e tende a fondersi con lo Spirito.

Il secondo Logos o Vishnu incarna l’Amore-Saggezza ed imprime alle cose un moto ciclico spiraliforme, per sviluppare negli esseri una coscienza sempre più ampia, fino alla fusione cosciente nell’Origine.

Il primo Logos è caratterizzato dalla Volontà di esistere e collega il nostro sistema col centro cosmico, da cui derivano molteplici influssi (Orsa Maggiore, Sirio. Pleiadi).

Il moto rotatorio produce la separazione delle singole sfere all’interno del sistema; il tutto, però, viene attratto dallo Spirito che infine distruggerà la forma separata, ricostituendo l’unità primigenia.

Ogni sfera rotante evidenzia tre qualità: inerzia, all’inizio della manifestazione con i Fuochi quiescenti; mobilità, in senso prima attrattivo e poi repulsivo, per trascendere la materia intesa come uno strumento atto a compiere esperienze; ritmo che produce l’equilibrio della riunificazione finale. Le singole sfere rotanti (sistema, pianeta, individuo, atomo) si possono rappresentare attraverso simboli. Così, il cerchio raffigura la materia indifferenziata all’inizio della manifestazione; il cerchio col punto al centro l’apparire del Fuoco nella materia; il cerchio diviso in due la mobilità dell’atomo che entra in contatto con quelli circostanti; il cerchio diviso in quattro il moto del Fuoco in quattro direzioni; la svastica il Fuoco che irradia all’intorno fino al momento della consunzione.

I centri del corpo umano (chakras) sono collegati con il Fuoco e la forza della Spirito divino che dimora all’interno. Per analogia, le galassie ed i pianeti rotanti, tutti di forma sferoidale, sono mossi dalla forza di Entità cosmiche. Quando la forma è distrutta, resta il corpo spirituale di fuoco.

Non è bene accelerare lo sviluppo dei centri; il risveglio anticipato di kundalini potrebbe produrre terribili effetti distruttivi nel corpo e nella psiche; bisogna invece dominare e purificare la natura inferiore, servire l’umanità; in tal modo, si otterrà un’evoluzione di tutto l’essere, senza conseguenze nocive.

Una volta che i centri siano attivati, il loro splendore aumenta assieme al moto ed essi diventano visibili all’occhio del veggente che da questi segni valuta il livello di un individuo.

L’evoluzione dei centri procede per cicli e varia a seconda del raggio proprio della Monade di ciascuno: all’inizio, domina la personalità, poi subentrano l’Ego e la Monade. Il corpo causale o involucro dell’Ego segna il punto di congiunzione tra inferiore e superiore; esso è costruito dall’azione diretta dei centri.

Quanto detto per il microcosmo vale anche per il macrocosmo, cioè per i pianeti ed il Logos solare.
I sensi, normali o supernormali che siano, permettono al vero Io di venire in contatto con l’ambiente circostante, distinguendo la Realtà imperitura da ciò che è impermanente. Nell’uomo sono correlati all’autocoscienza, mentre negli animali costituiscono una facoltà di gruppo. Il primo a risvegliarsi è l’udito, collegato col piano fisico, poi in ordine il tatto, la vista, il gusto e l’olfatto, in relazione ai piani astrale, mentale, buddhico ed atmico.

Nel corso delle varie iniziazioni, che comportano una progressiva espansione di coscienza, i centri inferiori trasferiscono il Fuoco a quelli superiori, così che l’Ego possa influire e prevalere sulla personalità.
Il Fuoco della materia combinato con quello dello Spirito permette di accelerare l’evoluzione individuale.

LA LEGGE DELL’ECONOMIA

Questa Legge governa tutta la materia differenziata del sistema ed è attivata dalla Parola Sacra o Suono emessa all’origine, cioè dall’AUM. La materia viene prima distribuita, poi attratta ed infine sintetizzata nell’Unico Sé.

Dalla Legge di Economia derivano la Legge di Vibrazione, che distingue le caratteristiche assunte dalla materia su ogni piano; la Legge di Adattamento che imprime il moto rotatorio agli atomi di ogni piano; la Legge di Repulsione, che stabilisce il giusto rapporto tra gli atomi; la Legge di Attrito, che riguarda il calore e la radiazione di ogni atomo.

Per raggiungere la liberazione finale, gli iniziati devono saper manipolare la materia e lavorare con le energie, rispettando questa Legge fondamentale.

SEZIONE SECONDA

IL FUOCO SOLARE

DOMANDE INTRODUTTIVE


Finora, ci si è riferiti a quel polo della manifestazione detto materia. Ora si considera la coscienza nel suo sviluppo evolutivo spazio-temporale, nonché gli elementi che essa può oggettivare.

1) Qual’è la relazione del Figlio con il Sole?
Prima della manifestazione, Spirito e Materia esistono in uno stato di quiescenza; non interagiscono e la coscienza non vivifica la forma. In seguito, la forma è animata dalla Vita e la coscienza si riveste di veicoli adatti a esprimere le sue infinite gradazioni.

Riferendosi al Fuoco, i due poli elettrici si collegano, producendo luce e calore. E’ così che appare un sistema solare, Figlio del Padre Spirito e della Madre Materia, con la sua luce e calore prodotti dall’unione del Fuoco Elettrico (Spirito) col Fuoco per Attrito della Materia energizzata. Ciò dà origine al Fuoco Solare o della mente.

Per analogia, nel microcosmo, l’uomo è prodotto dall’accostamento ancora imperfetto dei due poli; è un Figlio di Dio individualizzato, una scintilla del divino Sé.
La sua luce è soffocata da involucri e scorie che col tempo e con l’impegno verranno dissolti.
Questo processo non è solo individuale, ma sarà generale; come le unità separate s’incontreranno nell’unica Fiamma, così il sole si collegherà al centro cosmico. Il Figlio, quindi, è un elemento intermedio prodotto da influenze superiori ed inferiori: è il corpo egoico del Logos, del sole, di un pianeta, di un individuo.

2) Che cos’è l’evoluzione e come procede?
Il processo evolutivo mira a rendere la materia un veicolo adatto allo spirito; ciò avviene per gradi e per cicli, fino all’unione dei due poli, e riguarda sia l’individuo che un pianeta e l’intero sistema solare.
Al loro interno, si attivano e si collegano sette princìpi che permettono al Fuoco di kundalini di ardere tutte le scorie.

3) Perché questo sistema solare si evolve lungo le linee della dualità?
La dualità dipende dalla vita stessa che, attraverso il moto, attira la materia con cui potersi esprimere, fare esperienze e soddisfare i desideri. Attraverso la ruota della rinascita, il Fuoco Elettrico dello Spirito finirà per ardere anche quello solare o egoico dell’anima, attirando e sublimando tutta la natura inferiore.

4) Che cosa è la coscienza? Qual’è il suo posto nello schema generale?
La coscienza è la facoltà di comprendere che stabilisce un rapporto tra Sé e non-sé. All’inizio, dunque, la dualità è necessaria, ma poi viene trascesa. Tale condizione è comune al Logos solare, al pianeta del sistema ed agli individui, perché tutto è collegato dalla Legge di Analogia.

5) C’è un’analogia diretta tra gli sviluppi di un sistema, di un pianeta, di un uomo e di un atomo?
Analogia non vuol dire identità; vi sono delle somiglianze, ma gli stadi di crescita possono differire.
L’atomo ha una forma sferoide con un nucleo vitale; la sua coscienza può ampliarsi fino a comprendere il livello dell’organismo che lo contiene. Per l’uomo, il centro è costituito dal corpo causale, crocevia tra Spirito e Materia; per evolvere, si serve di tre principi maggiori (volontà, amore-saggezza ed intelligenza attiva) differenziati in sette minori. Il suo vero Io spirituale riuscirà a governare la natura inferiore e ad acquisire una coscienza più vasta.

Lo stesso dicasi per un pianeta governato da uno Spirito con involucri (atma-buddhi-manas) che ne fasciano la luce. Le cellule e gli atomi del suo corpo sono le unità umane e deviche che lo abitano.

C’è quindi interazione tra queste forme di vita micro e macrocosmica. La sua evoluzione lo porterà a collegarsi ad altri mondi del sistema e al centro solare. Il Logos solare ha un corpo come sole e sette centri costituiti dai pianeti sacri, di cui la nostra Terra non fa ancora parte. Arriverà a ottenere una coscienza cosmica, influenzato da altri centri stellari (Orsa Maggiore, Pleiadi, Sirio).

6) Che cos’è l’aspetto mente? Perché il principio manasico è così importante? Chi sono i Manasaputra?
L’essere umano è costituito da una triade (atma-buddhi-manas superiore) espressa da una forma in evoluzione (corpo egoico o causale) che utilizza i quattro veicoli inferiori (manas inferiore, corpo emotivo, prana, corpo eterico) come contatto con le dimensioni più basse.

Il fisico non è un principio, come non lo è la Monade, detta Volontà Spirituale o Assoluto microcosmico.

I quattro inferiori e i tre superiori sono collegati dalla mente, che riveste quindi un’importanza notevole per l’evoluzione individuale, tesa a sviluppare l’amore-saggezza.

I Manasaputra sono gli Uomini Celesti o Spiriti Planetari che acquisirono il principio mentale già nel precedente sistema solare; formano i sette centri nel corpo eterico del Logos, come questo lo è rispetto ad un’altra Entità cosmica ancora più elevata.
7) Perché il processo dell’evoluzione è ciclico?

Ogni forma ha un suo ciclo evolutivo che comprende cicli maggiori e minori. L’evoluzione dipende dalla Legge karmica e procede in modo spiraliforme ascendente, guidata dalle Leggi di Attrazione, Repulsione e Periodicità. In ogni forma si cela una vita che è attratta dalle altre, finché il richiamo dello Spirito non sarà più forte.
Meta dell’evoluzione è attivare la coscienza su tutti i piani; a tal fine, si crea l’illusione del tempo e dello spazio. Simbolicamente parlando, il 777 è il numero della trasmutazione, cioè dell’evoluzione animica che avviene parallelamente tra l’uomo, i pianeti ed il Logos solare

IL MANAS O MENTE E LA SUA NATURA

Il Fuoco della mente o manasico è il principio che anima la coscienza e scopo del Logos solare è sviluppare tale consapevolezza in tutte le vite racchiuse nella sua sfera d’influenza.

Il manas è il quinto principio che si distingue in Ego spirituale (buddhi-manas) ed ego inferiore (kama-manas) o mente mischiata di desiderio ed emotività. E’ il manas o principio mentale a permettere al veicolo fisico di formulare pensieri, di provare desideri e di conservare memoria degli eventi.

La mente, quindi, rappresenta il punto mediano nel ciclo evolutivo che mira a trascendere la personalità, per ricollegarsi allo Spirito.

Il manas, tuttavia, non è solo mente, ma costituisce la base di tutta la manifestazione. Infatti, il Fuoco della mente nella sua essenza è elettricità che, sul piano logico si manifesta come Volontà di esistere; su quello monadico come elemento che dà coesione alle forme; su quello di Brahma come proposito intelligente; sul quarto piano come colore o qualità fondamentale.

L’elettricità è sostanza eterica che si fisicizza; nel processo evolutivo, unità di polarità diversa danno origine alla luce, al calore e al magnetismo. Nella sintesi finale, poi, tutto è riassorbito nell’unica Fiamma e ciò vale sia per il Logos che per il pianeta o l’uomo.

Nel macrocosmo come nel microcosmo, la polarità positiva dello Spirito attira quella negativa della forma, le infonde coscienza di sé ed infine la trasmuta, riportandola all’Origine, arricchita però di nuove esperienze.
Il punto di svolta o di ritorno consapevole è costituito sempre dal piano buddhico, anche se l’analogia riguarda più la qualità del processo che l’aspetto formale dello stesso.

IL MANAS QUALE FATTORE COSMICO, SISTEMICO ED UMANO

Il manas è la volontà attiva di un’Entità capace d’influenzare tutte le vite esistenti nella sua sfera d’influenza.
L’origine dell’attività manasica in un sistema solare è un’Entità cosmica che comprende sette Logoi solari come centri energetici del Suo corpo.
L’origine dell’attività manasica dei pianeti è il Logos solare con i Suoi sette centri formati dai pianeti sacri.

L’origine dell’attività manasica di un singolo pianeta è il Logos planetario che opera attraverso sette catene o globi che costituiscono il Suo campo evolutivo. A sua volta, l’uomo rappresenta l’origine della volontà attiva intelligente delle cellule del suo triplice corpo (fisico, astrale e mentale) e opera attraverso i suoi sette centri (chakras).

L’uomo, dunque, è espressione dello Spirito o Sé che influenza la materia o Non-Sé per mezzo dell’intelligenza o manas, costruendo forme.
Indirettamente, cioè attraverso il pianeta d’appartenenza, egli esprime il proposito del Logos che ha elaborato un Suo progetto da realizzare praticamente. L’intelligenza solare, planetaria e umana formulano piani dapprima ideali e poi concreti. Quest’azione comporta karma che s’interseca nei tre livelli.

Pertanto, quando l’individuo ha esaurito il suo karma, coopera per esaurire quello del pianeta e poi arriverà a interpretare e realizzare il proposito dello stesso Logos.

Nel processo evolutivo, si distingue fra trasmutazione (quando il manas si trasforma in Amore- Saggezza, a partire dal piano buddhico) e risoluzione, o riassorbimento nello Spirito.

Gli Spiriti planetari hanno realizzato pienamente il manas, l’uomo sta dominando la materia e, sotto di lui, schiere di vite restano ancora incoscienti. La Terra non fa parte dei “pianeti sacri”, perché il Suo Logos, come gli umani, sta lavorando per ottenere il pieno dominio della Sua natura inferiore.

Il manas, quindi, non conserva inalterate le sue caratteristiche nel tempo; infatti, se dapprima consente di distinguere noi stessi in modo egoistico da tutto ciò che ci circonda, poi permette di acquisire una coscienza di gruppo, cioè basata sul riconoscimento del principio animico e, infine, di pervenire alla coscienza monadica o spirituale. Il percorso si snoda, dunque, lungo una voluta della spirale sempre più alta.

Inoltre, come proposito intelligente che persegue un piano, il manas umano, già in questo secolo, dimostra di voler operare sintesi sempre più ampie tra gruppi per il bene della comunità.

Pertanto, si sta procedendo a un progressivo adattamento della materia allo Spirito, secondo la Legge di Attrazione prima e di Repulsione poi.
La mente umana conoscerà meravigliosi sviluppi in avvenire, che consentiranno un vantaggio per tutta la collettività. Si sfrutterà l’elettricità dell’atmosfera per produrre energia; si userà il suono per creare e distruggere; si scopriranno le leggi della levitazione, l’esistenza dell’etere, la sopravvivenza dopo la morte fisica, i poteri psichici; la medicina si muoverà lungo nuove linee di ricerca, di sperimentazione e di cura.

Sarà un periodo di transizione, in cui il vecchio verrà sostituito dal nuovo in ogni campo: scientifico, economico, politico e religioso. L’apparente distruzione di vecchie forme non dev’essere vissuta con sgomento ed angoscia, ma compresa come necessaria per l’evoluzione del tutto.

Uno degli eventi di maggiore importanza sarà dato dal passaggio di molti gruppi animali, soprattutto quelli domestici, al regno umano. Quest’ultimo invece accederà al regno spirituale, nel corso della prossima ronda.

Fin da ora, però, gli umani con il loro magnetismo contribuiscono a stimolare l’evoluzione animale, risvegliandone l’aspetto mentale latente.

Le vecchie forme animali si estingueranno e ne nasceranno di nuove, più adatte ad esprimere i cambiamenti avvenuti interiormente. Lo stesso vale per gli esseri umani, che diverranno più piccoli e raffinati.

Si svilupperà la vista eterica e ciò consentirà di accedere ad un mondo ritenuto invisibile. I rapporti con i regni della natura cambieranno; non ci sarà più sfruttamento ed inutili crudeltà.

Il contatto con i deva costruttori delle forme non sarà all’inizio positivo perché, in cambio di benefici materiali, l’uomo rinuncerà alla propria indipendenza. In seguito, si ristabilirà un giusto equilibrio ed una nuova razza, la sesta, sostituirà quella attuale, con caratteri più evoluti.

L’attività manasica, nelle ronde finali, consentirà di operare la trasmutazione, cioè il passaggio da uno stato di esistenza a un altro con l’azione del Fuoco. Ciò produce la liberazione dalla forma iniziale e il riassorbimento nella sostanza originaria.

Il nucleo positivo vitale viene energizzato a tal punto che gli elettroni negativi sfuggono alla sua attrazione e si spostano nel campo in cui vige la Legge di Repulsione; il che provoca la distruzione dell’atomo originario e la sua ricomposizione in una forma nuova, dotata di uno stato di coscienza più ampio.

Questo processo è applicabile all’atomo, all’uomo, al pianeta ed al Logos solare. Per quanto concerne l’uomo, vuol dire procedere verso lo Spirito. I maghi neri, invece, operano in senso egoistico, spinti da interessi materiali e smuovono forze che finiscono per creare disastri.

Le prime tre razze-radice hanno applicato il manas alla conoscenza del mondo esterno; la nostra ha trovato un punto intermedio di equilibrio; le ultime tre privilegeranno la conoscenza soggettiva, animica e spirituale.

L’illusione indotta dalla mente inferiore fa ritenere che l’intero processo di sviluppo manasico avvenga in tempi lunghissimi; in realtà, dal punto di vista della coscienza universale, tutto sta svolgendosi ora, nell’Eterno Presente.

IL RAGGIO EGOICO E IL FUOCO SOLARE

Quando lo Spirito feconda la Materia, produce il Figlio o Ego, la coscienza, che costituisce l’elemento unificante e di equilibrio.
In termini di Fuoco, questo corpo causale è prodotto dal Fuoco Elettrico positivo dello Spirito unito al Fuoco negativo o per Attrito della Materia; assieme danno origine appunto al Fuoco solare o della mente, della coscienza. Alla fine del percorso evolutivo, quest’ultimo viene riassorbito nel Fuoco dello Spirito e scompare dalla manifestazione oggettiva.

Dal punto di vista materiale, si può dire che il corpo causale sia un involucro di sostanza mentale che si forma al momento dell’individualizzazione; esso contiene tre atomi: l’unità mentale e gli atomi permanenti fisico e astrale. Questi sono dei centri di forza circondati dall’involucro causale, la cui funzione è quella di separare un’unità di coscienza dall’altra e di ricevere la vibrazione della Triade superiore (Atma, Buddhi, Manas).

In questo sistema solare, l’atomo permanente astrale è più stimolato degli altri, non solo perché l’umanità attuale è polarizzata sull’astrale, ma anche perché l’intero sistema vibra sul raggio dell’Amore ed è governato dalla Legge di Attrazione.

Questa forza cosmica dominante è un potente agente di trasmutazione su tutti i livelli (cosmico, logoico, planetario e umano).

Gli atomi permanenti fisico e astrale sono composti di sostanza omologa, costituiscono la base su cui i deva costruiranno le forme, rispondono ad impulsi superiori e sintetizzano le qualità essenziali del Pensatore che le utilizzerà in un prossimo ciclo di vita.

L’unità mentale si distingue dai due atomi permanenti, perché costituisce il primo aspetto della triade della personalità, destinata a trasferirsi nella Triade superiore.

La manifestazione è prodotta quindi dall’azione congiunta di forze, le uniche davvero reali, che producono sulla coscienza un effetto illusorio temporaneo (maya), destinato a dissolversi assieme al tempo ed allo spazio.

Gli atomi permanenti sono attraversati da minuscoli vortici di forza detti “spirille” che, ricevendo vibrazioni superiori, rendono gli atomi radioattivi, permettendo così l’evoluzione delle forme.

ELEMENTALI DEL PENSIERO E ELEMENTALI DEL FUOCO

L’Ego costruisce i suoi involucri con il potere del pensiero, per stabilire contatti con l’esterno e accumulare esperienze.
Quando la sua attenzione sarà accentrata sui livelli superiori, la forza dei suoi pensieri non verrà più diretta verso gli aspetti inferiori che, devitalizzati, si estingueranno. Ciò produrrà la graduale dissoluzione delle forme più dense e materiali.

Quanto detto vale sia per il Logos che per l’essere umano, che comprenderà come i fenomeni siano prodotti dall’incontro di energia positiva e negativa. Quel che viene creato con la forza della mente assieme all’opera dei costruttori (deva) è soggetto alla Legge del karma.

Il Logos dell’attuale sistema solare (il secondo) opera seguendo leggi ben precise, ideando la manifestazione sul piano mentale e poi attuandola, servendosi del materiale che diede vita ad un sistema precedente.

Le Leggi fondamentali sono sette: Legge di Vibrazione, che vivifica la Materia Primordiale (mulaprakriti) attraverso il Suono; Legge di Coesione, che provoca l’attrazione degli elementi; Legge di Disintegrazione, che distrugge la forma manifestata, per far risplendere la Vita che la anima; Legge di Dominio Magnetico, che governa l’evoluzione in un processo ciclico, fino alla reintegrazione nell’Origine; Legge di Fissazione, che riguarda il piano mentale e produce karma a seconda dell’orientamento prevalente del Pensatore, arbitro del proprio destino; Legge di Amore, che da quello egoistico passa a quello cosmico; Legge di Sacrificio e di Morte, che determina l’oscuramento ciclico della manifestazione (pralaya), ma insieme spezza la croce del Cristo cosmico, alleviando temporaneamente il Suo sacrificio.

Tutto, quindi, muta ed evolve secondo un Piano grandioso, di cui si comincia ad intuire il senso.

La Vita è ovunque, anche se a volte latente e priva di coscienza; può essere definita come Fohat, Prana, Elettricità, Fluido magnetico; in sanscrito, è detta Agni, il Signore del Fuoco, sia esso della materia o della mente, che crea, conserva e distrugge.

Tutta la manifestazione nel suo processo evolutivo si origina da un Pensiero divino che poi si concretizza grazie all’opera dei Deva o Costruttori; alcuni di essi sono coscienti ed appartengono ad un ordine superiore; altri, incoscienti, che obbediscono ai primi.

I Deva maggiori sono anche detti Pitri solari; furono essi ad immettere il principio mentale nell’uomo-animale e nel Logos stesso. Quelli minori, Pitri lunari, hanno prodotto i veicoli mentale inferiore, astrale e fisico.
Il mago bianco si serve della loro energia per assecondare il Piano divino. Il mago nero persegue piuttosto un fine egoistico.

E’ sconsigliabile entrare in contatto con questo mondo invisibile finché l’ego non domini la personalità terrena; altrimenti, il rischio di essere travolti da forze incontenibili è grande.
I deva del Fuoco del piano fisico, astrale e mentale sono i più vicini agli esseri umani e vengono detti rispettivamente Agnichaitan, Agnisurya ed Agnishvatta.

In particolare, gli Angeli solari o Agnishvatta usano la loro energia di tipo elettrico per trasmettere la Vita divina ai livelli inferiori, con l’intento di fonderli nella Triade superiore.
Queste Entità elevate, per attuare il loro compito, hanno dovuto percorrere il sentiero interiore fino alla realizzazione in precedenti manvantara e ora sono gli Agenti del processo evolutivo su ogni piano: umano, planetario e sistemico. Essi hanno prodotto l’individualizzazione al tempo della Lemuria e favoriranno la comparsa di altri fattori evolutivi nelle ronde successive.

Infine, collaborano al processo dell’incarnazione e della costruzione del corpo causale. Il loro ruolo, quindi, è davvero essenziale.

Lo studioso di occultismo non solo deve conoscere queste energie, ma anche apprendere come poter operare con esse.

Mentre il mistico conosce solo l’energia positiva, l’occultista sa che esistono tre tipi di forza: quella positiva, che infonde energia; quella negativa, che la riceve; quella radiante, prodotta dal loro equilibrio.

Abbiamo, quindi l’azione del Fuoco Elettrico, che dona energia positiva e che può essere definito come Padre; quella del Fuoco d’Attrito, che esprime l’energia negativa o Madre; quella del Fuoco Solare, che produce energia radiante o Figlio.

In quanto ai Deva, esse incarnano i due tipi di energia suddetti; infatti, i Pitri solari esprimono l’aspetto Spirito, mentre quelli lunari, guidati dagli Angeli solari, formano la natura inferiore.

I Signori solari e lunari non operano solo in rapporto agli umani, collaborando all’incarnazione ed alla costruzione del corpo causale o egoico o anima, ma anche a livello planetario e sistemico. Come si vede, quindi, esiste una varietà infinita di questi Deva.

Alla loro azione si deve anche il fenomeno dell’oscuramento, cioè del ritiro dell’energia positiva o Fuoco Elettrico da ogni forma vitalizzata che, priva della radiazione solare, mantiene solo per un certo tempo l’energia negativa che le è propria, ma poi questa si dissipa e torna all’origine; quindi, le forme si disintegrano.

I Deva solari tornano alla loro Fonte iniziale, come i Deva minori che possiedono un’anima di gruppo, poiché non hanno ancora attraversato la fase dell’individualizzazione.

La loro meta, infatti, è quella di divenire uomini in cicli futuri, mentre il nostro destino è di assumere la natura e le funzioni di Dhyan Chohan o Pitri solari.

Ora, tutti i corpi che si disintegrano hanno un’influenza negativa sui veicoli o involucri più bassi degli esseri che la ricevono. Il rimedio è costituito dal Fuoco purificatore.

Questo Fuoco favorisce l’unione con l’anima ed esprime l’ardore della volontà dell’aspirante che purifica i suoi veicoli inferiori, eliminando gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione finale.

Ovviamente, non bisogna operare per ottenere una liberazione solo personale; non si deve dimenticare infatti il servizio da svolgere a favore del prossimo, per mezzo della scrittura, della parola, delle espressioni artistiche, usando anche il denaro come mezzo.

Tra i costruttori minori, alcuni lavorano sul piano della materia, sia essa a livello fisico, liquido o gassoso, prendendo nomi diversi: gnomi, elfi, fate, ondine, sirene, salamandre. Essi si possono incontrare, se si sviluppa la vista eterica.

Va anche detto che ogni individuo ha il suo deva custode.
Prima di costruire forme tangibili, si opera a livello eterico, densificando attorno ad una struttura sottile una sostanza più densa, dapprima mentale, poi astrale e infine fisica.
Dopo il concepimento, il lavoro dei deva continua nell’infanzia con l’accrescimento del corpo, nella maturità con il suo mantenimento e nella vecchiaia con la sua progressiva dissoluzione.

L’Ego, infatti, non dirige più l’esercito dei costruttori e l’energia vitale si ritira dai centri. Lo stesso processo si verifica per un pianeta o un sistema solare.

All’atto della nascita, la forza vitale è gradualmente immessa nei chakra superiori, quelli del cranio; il processo si compie entro il settimo anno di vita.

L’essere umano resta soggetto a queste forze di vario genere finché non sia in grado di padroneggiare la sua natura inferiore ed i costruttori minori; in seguito, diverrà egli stesso un costruttore cosciente, liberandosi da ogni influenza esteriore.

L’UOMO COME CREATORE NELLA MATERIA MENTALE

Bisogna sapere che una gigantesca forma-pensiero, formata da pensieri e desideri malvagi coltivati da tempo immemorabile dall’umanità, avvolge l’intero pianeta, impedendo la Via del Ritorno. Essa è conosciuta anche col nome di Guardiano della Soglia, perché si colloca tra il quarto ed il quinto regno di natura, cioè tra lo stadio puramente umano e quello dello Spirito.

I Grandi Esseri bilanciano la sua influenza nefasta con i loro pensieri positivi ed insegnando agli individui come liberarsene, trasformandoli in collaboratori del Piano divino.

L’uomo deve apprendere il metodo per allineare la sua natura inferiore con l’Ego, in modo da essere governato dalla sua componente divina.
Il metodo da seguire consiste nel creare forme-pensiero elevate, coltivandole con la volontà ed il desiderio, così da annullare gli effetti nefasti prodotti da una condotta errata.

La concentrazione e la meditazione aiutano ad acquietare la mente e a creare una stabilità emotiva. Trasmettere l’energia egoica nei chakras presenti nella testa e collegarla a quella che sale dal basso vuol dire condizionare il cervello fisico e divenire un creatore cosciente di materia mentale; questo processo produrrà effetti tangibili nel mondo.

IL MOTO SUL PIANO DELLA MENTE

Tale moto è originato dai Manasaputra, i Costruttori divini o Agnishvatta, autori della manifestazione periodica, attraverso un processo prima involutivo e poi evolutivo, che si conclude con l’oscuramento o pralaya.
La loro azione produce le forme, tutte correlate da questo flusso di energia onnipervadente.
La manifestazione, quindi, non è prodotta da un influsso proveniente dalla materia, ma da un’azione esterna, volontaria e cosciente.

Il moto della materia è rotatorio, ma quello derivato dal piano della mente è ciclico e a spirale, cioè evolutivo.
La durata di questi cicli è variabile; essi si dividono in cicli minori e maggiori che s’intersecano. Il risultato di questo moto consiste in una graduale espansione della coscienza che dimora in ogni forma. In ciò consistono la trasmutazione e l’iniziazione.

E’ iniziato e culminerà nella prima metà di questo secolo un processo di risveglio collettivo che permetterà a gran parte del genere umano di compiere un grande passo verso la realizzazione.
Simile al ruotare delle galassie e dei mondi nel cosmo è il ciclo che compie la Monade umana in infinite incarnazioni all’interno di tre sistemi solari: il precedente, l’attuale e il successivo.

Il tutto è regolato da Leggi ben precise, come quella dell’energia elettrica dinamica che imprime il movimento o quella del karma, che accelera o rallenta l’evoluzione individuale.

Innumerevoli fonti di energia stimolano l’evoluzione che, pertanto, è assicurata; nulla può vanificarla. Essa avviene meccanicamente, regolata da Leggi di natura nei regni biologici inferiori e consapevolmente nell’essere individualizzato, che può accelerarla se collabora col Piano divino. Tale grandioso processo avviene in modo analogo nel micro e nel macrocosmo.

LA LEGGE DI ATTRAZIONE

Si manifesta in tutto il sistema solare, esplicandosi in vari modi. Esiste, infatti, una Legge di Affinità chimica che riguarda i minerali; una Legge di Progresso valida nel regno vegetale che evidenzia un notevole grado di sensibilità; una Legge del Sesso utile alla perpetuazione delle specie animali, fintanto che l’essere umano non tornerà androgino; essa comprende anche le unioni che si verificano tra personalità ed anima e tra questa e lo Spirito, nonché quelle tra pianeti e sistemi solari alla fine delle loro esistenze; la Legge del Magnetismo che unifica una personalità quando s’intraprende la via interiore; la Legge di Irradiazione che caratterizza le fasi intermedie tra un regno e l’altro, evidenziandosi nella radioattività dei minerali o nei profumi esalati dai vegetali; la Legge del Loto che concerne l’unione di Materia e Spirito; la Legge del Colore che vela l’essenza vitale ed è attratto da essa; la Legge di Gravitazione che agisce solo sull’aspetto fisico delle forme manifestate; la Legge di Affinità planetaria che riguarda l’interazione tra pianeti, la loro finale unificazione e l’ecpiròsi finale nel sole; la Legge dell’Unione solare che si riferisce all’interazione tra i soli; la Legge delle Scuole che si manifesta in modi diversi sui vari pianeti e che riguarda le espansioni di coscienza iniziate al tempo dell’Atlantide, per accelerare l’evoluzione umana.

I Signori del karma governano queste forze attrattive, tutte espressioni di un’unica energia, e le distribuiscono con cognizione di causa.
Gli effetti di questa Legge di Attrazione sono quelli dell’associazione di forme che debbono esaurire un karma comune e quello di costruire delle forme influenzate da energie sistemiche e planetarie.

Il tipo della forma è determinato dalla qualità della vita che vi dimora e ciò vale per l’uomo, per il pianeta e per il Logos solare.
Gli Agenti attrattivi sono quelle sette Gerarchie di Esseri detti anche Costruttori, che mediano tra Spirito e Materia. Le prime tre sono senza forma e le ultime quattro governano la manifestazione fisica e quindi anche l’evoluzione umana.

L’uomo deve comprendere di far parte di un Tutto che trascende la sua persona e predisporsi per ricevere quelle energie superiori che ne trasmuteranno la natura egoistica, per farne un servitore del prossimo e un collaboratore cosciente del Piano divino.

È attraverso la conoscenza e la pratica della Legge dell’Amore che può avvenire dapprima la trasmutazione interiore e poi la liberazione dell’essere umano. SEZIONE TERZA

IL FUOCO ELETTRICO DELLO SPIRITO DICHIARAZIONI FONDAMENTALI

Essendo un soggetto privo di forma, esistente sul piano della metafisica pura, esula dalla portata dalla mente razionale.
Il Cristo accennò a Nicodemo la natura dello Spirito, paragonandolo a un vento di cui si può udire la voce (il Suono primordiale da cui ha origine la manifestazione), ma di cui non si può determinare lo scopo ultimo, cioè l’effetto che questa Energia produrrà.

Per quanto riguarda l’uomo, i Maestri insegnano che occorre prendere contatto con l’anima individuale, poi con quella universale e infine con la Causa Ultima del Tutto. Cosa Essa sia, però, è celato alla presente umanità, che continuerà il suo percorso evolutivo in un’altra manifestazione.

Lo studio dei simboli può fornire qualche indicazione in merito, ma occorre penetrarne il senso riposto con l’intuizione che va oltre l’analisi dei fenomeni. L’invito, quindi, è rivolto a conoscere il sé e poi l’Uno, la Grande Fiamma che ha ideato la manifestazione del Tutto. Questa conoscenza, però, è riservata alle iniziazioni superiori che si svolgono attraverso sette Sentieri.

LA NATURA DEI SETTE SENTIERI COSMICI

Questi Sentieri sono percorsi dagli Adepti che hanno già unificato le loro coscienze con quella del Logos planetario e si preparano a conseguire delle iniziazioni cosmiche.

Poiché questi sette Sentieri hanno a che fare con l’Assoluto, sono fuori della portata non solo dell’uomo comune, ma anche dei discepoli. A essi hanno accesso Esseri eccelsi, che si avviano a conseguire la perfezione ultima.

Il primo Sentiero è quello del Servizio sulla Terra e vi sono implicati Coloro che, animati da saggia compassione, stimolano le organizzazioni politiche, religiose, scientifiche e metafisiche a lavorare per l’evoluzione della razza umana.

Il secondo è il Sentiero del lavoro magnetico, percorso dai Maestri che creano sui livelli mentali ed astrali idee atte ad influenzare ed orientare la pubblica opinione.

Il terzo è il Sentiero per divenire Logoi planetari ed è scelto da Coloro che assumeranno questo ruolo nel prossimo sistema solare, il terzo. Il quarto è il Sentiero per Sirio, seguito dai Signori di Compassione e dai grandi mistici dell’Occidente.

Il quinto è il Sentiero di Raggio, percorso dai Maestri di Saggezza che conoscono a fondo le Leggi di Vibrazione; Essi orientano il nostro sistema solare in una direzione specifica, atta a favorire le grandi trasformazioni prossime venture che avranno luogo sul nostro pianeta.

Il sesto Sentiero è quello percorso dallo stesso Logos, che s’appresta a conseguire una visione cosmica.

L’ultimo è il Sentiero dello Stato Assoluto di Figlio, espressione con cui si designa l’identificazione con un Essere ancor più elevato del Logos stesso. Lo percorrono i Lipìka o Signori del karma che governano il sistema solare, conoscendo la volontà ed i desideri del Logos.

Gli ultimi due Sentieri introducono a stati di coscienza cosmica inconcepibili per l’umanità attuale.

L’aspirante e il discepolo che intendono percorrere il Cammino del Ritorno sappiano che la Nota primordiale che ha dato origine alla creazione è ancora emanata dall’Assoluto, che la farà risuonare finché la liberazione e la perfezione saranno conseguite dall’intera manifestazione. Allora e solo allora il Tutto sarà fuso nell’UNO in completa armonia.
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