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Newsletter Invito al FONDO DEL TIBETANO - 4


Fondo del Tibetano - Incontri intensivi  del Fondo 2026 - Gruppo  Buona Volonta Mondiale sulle Nazioni Unite

 
 

Cari Amici, ci siamo costituiti come Fondo Italiano del Tibetano, un Gruppo di Servizio per supportare la pubblicazione e la promozione delle opere di Alice Bailey
Come Fondo del Tibetano abbiamo organizzato anche un programma annuale di Incontri Intensivi (con periodicità mensile) che sono una possibilità speciale di incontro, scambio e condivisione tra studenti e ricercatori spirituali di tutta Italia.
Per Maggio prepariamo ormai il terzo Incontro Intensivo e per Giugno il quarto (20-21 Giugno). Poi a Luglio (giorni 18 e 19) stiamo preparando un Nuovo Incontro Idella Buona Volonta Mondiale dedicato al nuovo gruppo appena formatosi :Gruppo sulle Nazioni Unite.
In fondo alla newsletter alleghiamo il Documento di Nemi 2026, primo documento del Gruppo della Buona Volontà sulle Nazioni Unite.


Questa Mail è anche una Chiamata al Servizio ed alla Mobilitazione: davanti ai cambiamenti epocali a cui stiamo assistendo, occorre un movimento delle coscienze in grado di trasformarsi in impegno concreto per la realizzazione degli Ideali della Nuova Era, individuando le chiavi dell'intervento della Buona Volontà Mondiale e i tempi e le modalità del Servizio necessario, sia esoterico che exoterico. Vi invitiamo a partecipare !

SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA 2026
FONDO ITALIANO DEL TIBETANO

Il Fondo del Tibetano è promosso da Il Libraio delle Stelle e da FioriGialli. Lo scopo è supportare la stampa e le ristampe dei libri di Alice Bailey e  la loro promozione sul territorio nazionale (e questo anche anche per le opere di altri autori ispirati dal suo insegnamento).
 
L'adesione ordinaria al Fondo prevede la sottoscrizione base di euro 100 ma l'insieme delle attività intraprese ci spinge a chiedere anche a chi non vuole o non può partecipare agli Incontri ed ai Gruppi di paretecipare con una SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA per il 2026 di 200 euro o importi superiori.

Vi invitiamo a sottoscrivere a cuore aperto, secondo le vostre possibilità: la vostra generosità permetterà la realizzazione di grandi novità che stiamo già iniziando a costruire.
I fondi che raccoglieremo con la Sottoscrizione Straordinaria ci permetteranno una corretta programmazione delle iniziative in corso e saranno un grande incoraggiamento per tutti.


Sia l'adesione ordinaria che la Sottoscrizione Straordinaria permettono di partecipare agli Incontri Intensivi del Fondo Italiano del Tibetano che si tengono con cadenza mensile  in un fine settimana presso la sede di Il Libraio delle Stelle (con il versamento di una quota di partecipazione di altri cento euro).
Come aderenti al Fondo Italiano del Tibetano si riceverà inoltre una specifica newsletter riservata con tutti gli aggiornamenti ed un servizio Bacheca  riservato ai membri.

La sottoscrizione al Fondo Italiano del Tibetano è libera e può essere annullata in ogni momento dandone comunicazione.

Per sottoscrivere al Fondo

INCONTRI INTENSIVI 2026 DEL TIBETANO

Gli Incontri del Fondo Italiano del Tibetano si svolgono con cadenza mensile (nei week-end) presso Il Libraio delle Stelle nelle vicinanze di Roma, nel cuore del Parco Naturale dei Castelli Romani proponendo per i partecipanti motivati un fine settimana bello e importante.

Sono articolati in Quattro Sezioni. 
Prima e Seconda Sezione: sabato dalle 14:30 alle 20:00
Terza e Quarta Sessione: domenica dalle 9 alle 14:30

Gli Incontri sono riservati ai sottoscrittori del Fondo stesso ma aperti anche agli ospiti accettati, (tramite domanda di partecipazione), per un massimo di tre eventi.
E' prevista una quota di partecipazione pari a 100 euro, da versare anticipatamente alla prenotazione. La quota di partecipazione viene versata da tutti, sia promotori che partecipanti agli Incontri.
La quota di partecipazione comprende anche due pranzi ed un servizio navetta andata e ritorno con le vicine stazioni ferroviarie e aereoporti.


Gli Incontri del Fondo Italiano del Tibetano sono  qualcosa di diverso e più ampio di una consueta conferenza esoterica o di un corso di crescita spirituale: sono un punto di incontro, scambio e condivisione tra studenti e insegnanti di questi insegnamenti, sia nuovi che avanzati e pongono le basi di una conoscenza reciproca in un  ambiente selezionato e protetto.
Per favorire l'incontro  e la conoscenza tra i partecipanti,  ogni incontro sarà condotto a numero chiuso con  un limite massimo di 20 partecipanti.

Gli Incontri del 2026  sono strutturati come un insieme equlibrato di attività di Studio, Meditazione e Servizio, le tre caratteristiche dell'Insegnamento del Tibetano, come stile di vita ed in ogni incontro è possibile sperimentare questa modalità attraverso la partecipazione e tramite un Lavoro di Gruppo.

Essi producono  una esperienza determinata di condivisione, conoscenza e crescita interiore sia come ciclo completo di incontri che come incontri singoli.

Nel corso degli Incontri sono offerti  anche servizi di segreteria generale, consulenza e tutoraggio agli studi.  Realizzazione di progetti affini, facilitazione nella formazione di gruppi locali, organizzazioni di conferenze ed eventi culturali e altre attività di servizio.

Ad ogni incontro sono presenti membri della casa editrice e discepoli avanzati  oltre ad altri ospiti qualificati ed esperti invitati di altre associazioni.

CALENDARIO E PROGRAMMMA COMPLETO 
INCONTRI DEL FONDO DEL TIBETANO 2026 

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AGLI INCONTRI

INCONTRO INTENSIVO DEL 16 E 17 MAGGIO
ANIMA, IL SUO PIANO EVOLUTIVO E LO SVADHARMA

Prima Sezione:
Lettura e commento di alcuni brani di Servire l’Umanità
7)L’umanità e i Retti Rapporti
8
Il Piano dell’Evoluzione umana
9La Riapparizione del Cristo

Sezione Seconda: 
L’Anima e il suo Piano Evolutivo con diapositive
con Angelo Assi
La conferenza  fornisce un approccio scientifico allo studio dell’Anima Umana come presentato negli scritti del Maestro DK canalizzato da Alice Bailey.
L’approccio di studio è innovativo: illustrato, intuitivo e simbolico mediate slide a colori con grafici e immagini in modo da lavorare sul piano della mente astratta ed anche sul piano intuitivo.
La conferenza si articola in modo ampio, e, per definire l’Anima, definisce prima la Costituzione dell’Uomo multidimensionale in cui l’Anima è un Elemento fondamentale. Pertanto tutta la conferenza provvede a studiare a fondo il Diagramma che il Maestro DK ha dato nel primo capitolo del suo primo libro “Iniziazione Umana e Solare” sulla costituzione dell’Uomo.
La presentazione si articola in 3 Parti:
  1. L’Essere Cosciente multidimensionale
  2. L’Uomo e da Donna
  3. L’Anima e il suo Piano
Nella prima parte viene studiato il Modello dell’“Essere cosciente multidimensionale” che possiamo dire sia l’architettura base di un Essere vivente, valido in linea di principio per minerali, vegetali, animali, uomini, pianeti e stelle (…). Questo studio è affrontato seguendo 3 passi successivi: prima viene definita la Materia-Sostanza multidimensionale, poi viene definito l’Essere vivente multidimensionale (cioè un Essere dotato di Vita centrale che attrae a sé la sostanza dei suoi corpi), infine è definita la Coscienza dimensionale.
Nella seconda parte si applica il Modello dell’Essere cosciente multidimensionale all’Uomo e alla Donna che è ciò che più ci interessa. Vengono studiati i Corpi dell’Uomo, i suoi Centri energetici (Chakras) e i 3 Fili che lo vitalizzano (Sutratma, Anthakarana e Triplice Filo dell’Attività Creativa).
Nella terza parte, dopo aver definito l’Uomo e i suoi corpi multidimensionali finalmente giungiamo ad identificare nel Modello studiato in precedenza l’Anima Umana o Sé Superiore o Ego. Viene quindi studiata la costituzione dell’Anima ed il suo funzionamento: il nostro Piano Evolutivo.

Al termine della conferenza possiamo “dimostrare” che l’Anima è veramente il nostro vero “Centro”, il punto di Vita inerente  che ci vivifica, e ci rende coscienti nei 3 mondi.
 
Sezione Terza:
Gruppo di Studio e Azione sulle Nazioni Unite

Aggiornamento sulle Attività del Gruppo sulle Nazioni Unite

Sezione Quarta:
Approfondimento su L'Anima e il segreto dello Svadharma

Sintesi dell’incontro, condivisione collettiva

INCONTRO INTENSIVO DEL 21 E 22 GIUGNO
ANGELO SOLARE E IL PONTE ANTAHKARANA

Sezione Prima:
Lettura e commento di alcuni brani di Servire l’Umanità

        10) Requisiti del Discepolato 

        11) Purificazione dei veicoli
        12) Dieta e  Guarigione
     
Sezione Seconda:
L’Angelo Solare nell’Uomo e la Costruzione del ponte Antahkarana
con Enzo Pisciuneri
  1. Qualità dell’anima da sviluppare
  2. Lavoro sull’annebbiamento personale
  3. Come si costruisce il ponte con materia mentale. Uso del Mantra.
Plutarco diceva che l’uomo è un pensiero dentro una forma. L’uomo è descritto come punto d’incontro si tre linee di evoluzione di Spirito, materia e intelletto.
Dallo Spirito, il Padre Celeste, la Monade umana discende la vita che anima la forma. La discesa avviene lungo un canale chiamato Sûtrâtmâ o filo di Atma, primo aspetto dello Spirito.
Il Sutratma, il “filo d’argento”che s’incarna dal principio di un periodo di manifestazione fino alla fine, infilando su di sé le perle delle esistenze umane. È la linea d’energia che collega l’uomo personale inferiore col Padre nei Cieli attraverso l’Ego, il principio mediano.
Il Sûtrâtmâ che discende dai tre aspetti della Monade è un triplice filo che collega i vari involucri e che dal piano della Monade, attraverso l’Anima sui livelli mentali superiori, scende nel veicolo fisico. La vita divina è triplice e ha in sé l’energia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; risponde perciò del completo funzionamento di tutto l’uomo a tutti i livelli e di tutti gli stati di coscienza. Il primo filo dà la vita, lo spirito, l’energia. Il secondo conferisce la coscienza, o l’intelligenza, e dà il potere di rispondere al contatto. Il terzo concerne la vita della materia, o del corpo. Il Sutratma opera dalla Monade. È quindi il sentiero della Vita che dalla Monade scende alla personalità, passando per l’Anima.
  • Il suo primo aspetto Atma o Padre, raggiunge nella testa la ghiandola pineale – che diventa sede dello spirito nell’uomo.
  • Il secondo aspetto Buddhi, Figlio o Coscienza, tramite l’Ego o Anima prende contatto col centro del cuore.
  • Mentre il terzo aspetto Manas, Spirito Santo, si collega col centro alla base della colonna vertebrale, principale sorgente dell’attività personale o fisica.
Come il processo discendente della Vita nella Materia guidato dalle Onde di Vita, è stato lento e si è svolto in milioni di anni, così anche il processo di ritorno sarà molto lungo, almeno per la maggior parte degli uomini.
Per lungo tempo il Sé Spirituale, osserva il suo riflesso materiale, la personalità e non vede il modo di intervenire nel suo sviluppo. Poi finalmente, dopo una serie di vite, l’Anima vede che questo suo riflesso, la personalità, sta incominciando a rispondere all’influenza e all’energia da lei inviata. Così incomincia il processo d’infusione dell’Anima nel corpo.
La discesa dello Spirito all’Anima e dall’Anima alla personalità deve però, a un certo punto, rifarsi in senso inverso. L’anima domina la sua forma mediante il Sûtrâtmâ o filo di vita e, per suo mezzo, vitalizza il suo triplice strumento (mentale, emotivo e fisico) e stabilisce così una comunicazione col cervello. Tramite il cervello, coscientemente dominato, l’essere umano è spinto all’attività intelligente sul piano fisico. Il triplice uomo – fisico, emozionale e mentale – deve trovare il proprio Cammino o Sentiero di Ritorno, attraverso un processo di allineamento, prima con l’Anima e dopo con lo Spirito stesso.
Questo viaggio di ritorno è un processo cosciente, che si svolge per tappe successive, che si compie attraverso la creazione, il graduale sviluppo e la costruzione dell’Antahkarana o Antahskarana, il sentiero di comunicazione cosciente, tra il Manas (mente) inferiore e il Manas superiore, cioè tra la personalità e l’Anima spirituale.
In Oriente la via di comunicazione fra la mente superiore spirituale e quella inferiore finora volta a soddisfare la personalità si chiama Antahkarana, per questo ponte la personalità trasmette al Sé Superiore, tutte quelle impressioni e quei pensieri che, per la loro stessa natura possono essere assimilati dall’essenza immortale, formando quelle accumulazioni d’informazioni che sono custodite nel corpo causale.

L’Antahkarana a differenza del Sûtrâtmâ invece è tessuto, evoluto e creato e opera dal basso all’alto, dall’esterno all’interno, dal mondo dei fenomeni fisici a quello della realtà e del significato. Per mezzo dell’Antahkarana, la Via del Ritorno, l’uomo diviene consapevole della sua vita emotiva nelle sue varie forme e del mondo del pensiero; impara a pensare e comincia a funzionare coscientemente sul piano mentale, dove i pensatori dell’umanità — in numero sempre crescente — vivono, muovono e sono. L’antahkarana è dunque costruito fra la Triade Spirituale e la personalità — tramite la collaborazione dell’Anima.
Per la dottrina brahmanica, Antahkarana o Antaskarana, parola composta di Antah significa interiore e karana, strumento. Pertanto, la parola “antakarana”, strumento interiore, può essere intesa come organo interno. L'antahkarana si riferisce dunque alla totalità della mente, inclusa la facoltà di pensare, il senso dell'Io e la facoltà discriminante è composto dalle quattro funzioni della mente, cioè il Manas (la mente o mente inferiore), il Buddhi (la ragion pura), il Chitta (memoria, o coscienza) e l'Ahamkara (Ego).


Sezione Terza:
Gruppo di Studio e Azione sulle Nazioni Unite

Aggiornamento sulle Attività del Gruppo sulle Nazioni Unite

Sezione Quarta:
Approfondimento su Illuminazione, Vari Aspetti e il Ponte Antahkarana


PER PARTECIPARE ALL'INCONTRO

INCONTRO INTENSIVO del 18-19 LUGLIO 2026
SEMINARIO INTERGRUPPO SU ONU E SUA RIFORMA

Sezione Prima:
Lettura e commento di alcuni brani del Tibetano sulle Nazioni Unite
Compiti della Buona Volontà Mondiale


     
Sezione Seconda:
Storia e analisi attuale delle Nazioni Unite
L'abbandono geopolitico del diritto internazionale



Sezione Terza:
Idee e proposte di Riforma delle Nazioni Unite
La cancellazione o la riduzione del diritto di Veto


Sezione Quarta:
Elementi ed Iniziative di un movimento di pubblica opinione
in supporto alla Nazioni Unite ed alla loro riforma.


Prima e Seconda Sezione: sabato dalle 14:30 alle 20:00
Terza e Quarta Sessione: domenica dalle 9 alle 14:30
 

GRUPPO DELLA BUONA VOLONTA MONDIALE
STUDIO E INIZIATIVA SULLE NAZIONI UNITE

Documento di Nemi - Maggio 2026 - Prima Stesura

L’opinione pubblica mondiale non è informata nei dettagli dell’operato delle Nazioni Unite, eppure è sostanzialmente consapevole del mancato raggiungimento di uno dei suoi obiettivi fondamentali: preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale.
Istituita da 51 stati fondatori nel 1945, ed oggi con 193 stati aderenti (quasi tutti), sin dall’inizio ha dovuto limitare la sua azione a causa dei contrasti tra le grandi potenze uscite vincitrici della seconda guerra mondiale -Usa, Russia, Cina, Francia Inghilterra -che possiedono un diritto di veto presso il Consiglio di Sicurezza del’Onu, uno dei cinque organismi decisionali delle Nazioni Unite (Assemblea Generale, Consiglio di Sicurezza, Consiglio Economico e Sociale, Segretariato Generale e Corte di Giustizia Internazionale).IL diritto di Veto è la causa principale della mancanza di decisioni vincolanti espresse nelle diverse risoluzioni Onu ed il principale punto su cui da tempo è auspicata, da molti, una riforma delle Nazioni Unite.
Oltre a questi organismi sopracitati fanno parte delle Nazioni Unite altre 15 agenzie tematiche specializzate ( FAO, UNICEF, OMS, etc) alcune istituite dalla Assemblea Generale, altre dal Consiglio Economico e Sociale, altre ancora nate come indipendenti ma poi conosciate alle Nazioni Unite (FMI), inoltre vi sono ancora 19 organizzazioni intergovernative (come la Lega Araba) e 4 altri enti (come la Croce Rossa). Tutte queste entità sono parzialmente autonome o. in alcuni casi, totalmente autonome.  Ancora più di 2200 associazioni hanno uno status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC): tra esse molte ONG.

La complessità organizzativa è fonte di difficoltà operative e di attribuzione di competenze oltre che causa di varie inefficienze, sprechi e corruzioni: anche su questi aspetti sono state chieste delle riforme complessive già dal 1976.
Occorre comprendere che le Nazioni Unite sono state fondate da un compromesso tra i vari governi nazionali (de facto un movimento rappresentativo proveniente dalla precedente Società delle Nazioni) e un movimento federativo che rappresentava la somma delle idee e delle proposte dei movimenti e delle associazioni per la pace, la cooperazione internazionale e la creazione di un governo mondiale.  Le Nazioni Unite non sono un governo mondiale e non legiferano eppure gli stati sovrani dell’Assemblea generale si sono impegnati a rispettare lo Statuto Onu e partecipano tramite agenzie specializzate e vari altri enti a compiti e progetti di cooperazione internazionale.
Forse nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale ed alla vigilia della Guerra Fredda tra Usa e Russia (che sarebbe durata 40 anni) non si poteva ottenere di più e meglio, ma analogamente, oggi, i mutamenti geopolitici avvenuti, imporrebbero una riforma sostanziale delle Nazioni Unite che risolva i problemi originari e rispecchi la nuova situazione geopolitica, ecologica e spirituale del mondo.
Come questa riforma debba compiersi e quali ne devono essere gli attori non è obiettivo trattato da questo documento che si limita a riprendere le linee essenziali del convegno italiano del 2024 Salviamo l’Onu e del successivo convegno 2025 L’l’Onu dei Popoli che hanno espresso molte analisi condivisibili e molte proposte interessanti e realizzabili.
Documento del 2024:
https://www.perlapace.it/wp-content/uploads/2024/10/Salviamo-lOnu-2024-2.pdf
Documento 6° Assemblea dell’Onu dei Popoli Perugia, 8-10 Settembre 2025
https://www.peacelink.it/pace/docs/1009.pdf
Comunque avvenga, una riforma sostanziale delle Nazioni Unite dovrà tener conto del tesoro delle esperienze positive comunque maturate nei decenni e determinare un nuovo e successivo compromesso tra i poteri reali che si spartiscono il mondo e gli ideali della pace, della cooperazione internazionale e della creazione di un governo mondiale basato sulla fratellanza dei popoli.
Come Gruppo della Buona Volontà Mondiale ci proponiamo di supportare un movimento internazionale di pubblica opinione, correttamente informato e cosciente sia dei rischi attuali che il mondo corre sia delle speranze realizzabili attraverso una sostanziale riforma delle Nazioni Unite basata su una effettiva coscienza spirituale (in primis attraverso l’abolizione del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza).
Per Alice Bailey l’umanità è un unico organismo spirituale in evoluzione e questo implica: interdipendenza tra i popoli, superamento del nazionalismo egoico, emergere di una coscienza planetaria. La visione del Convegno ONU dei Popol si muove esattamente in questa direzione proponendo non più Stati separati ma popoli interconnessi portatori di una responsabilità globale. Un segno, ancora imperfetto, della nascita del “ corpo dell’Umanità” consapevole di sé.
Alice Bailey parla spesso della necessità di una governance mondiale fondata su giustizia, cooperazione e buona volontà. Nei suoi testi (soprattutto in Esteriorizzazione della Gerarchia) emerge l’idea che le istituzioni internazionali sono strumenti evolutivi ma devono essere trasformate dall’interno.
L’ONU attuale, secondo questa chiave è un primo passo ma ancora dominato da interessi nazionali. L’“ONU dei Popoli” rappresenterebbe una pressione evolutiva dal basso per trasformare l’istituzione.
Per Alice Bailey le crisi mondiali sono momenti iniziatici per l’umanità: Guerre, disuguaglianze, crisi ecologica: non sono solo problemi ma punti di svolta evolutivi.  Il nuovo movimento di riforma delle Nazioni Unite nasce proprio dentro una crisi: guerre diffuse, collasso ecologico, crisi del diritto internazionale. L’ assemblea ONU dei Popoli potrebbe rappresentare una prima risposta della coscienza umana alla pressione evolutiva.
Alice Bailey insiste su un punto molto forte: la pace non è assenza di guerra ma è giusta relazione tra gli esseri umani e questo coincide quasi perfettamente con lo spirito della Marcia PerugiAssisi e dell’ONU dei Popoli che si basano su fraternità (intesa come legge evolutiva non solo come ideale morale): dignità, diritti universali
Per Alice Bailey esiste una coscienza illuminata che guida l’umanità. Ovvero una Gerarchia Spirituale. Essa non impone ma ispira attraverso gruppi, movimenti ed idee emergenti. Un movimento di pubblica opinione sulle Nazioni Unite e la loro Riforma potrebbe essere considerato come un contatto tra coscienza spirituale e azione collettiva perché esprime una risposta umana a un impulso più profondo di unità. Anche se con limiti, ingenuità od eccessive politicizzazione, questo movimento è unp campo di lavoro evolutivo.
In tale chiave la Riforma delle Nazioni Unite e il movimento di supporto dell’opinione pubblica rappresentano la transizione da una umanità ancora frammentata ad una nuova coscienza planetaria emergente. La sua realizzazione è espressione della buona volontà in azione sotto la pressione di una evoluzione spirituale collettiva.
Nella medesima direzione ci sembrano ispirate le idee e le azioni di due protagonisti storici delle nazioni Unite, Robert Muller e con  sorprendente analogia di contenuti sia il discorso 2025 del presidente cinese  (editoriale del 人民日报) sia di Papa Francesco:
Dieci anni fa, in occasione del 70° anniversario delle Nazioni Unite, il presidente Xi Jinping propose per la prima volta il concetto di valori comuni dell’umanità, affermando:
“Pace, sviluppo, equità, giustizia, democrazia e libertà sono valori comuni di tutta l’umanità e rappresentano gli alti obiettivi delle Nazioni Unite.”
Questa importante affermazione rivela la base comune dei valori tra paesi e civiltà diverse e offre una guida fondamentale per la costruzione di un ordine internazionale più giusto ed equilibrato.
Oggi il mondo sta attraversando cambiamenti profondi mai visti in un secolo. I deficit di pace, sviluppo, sicurezza e governance si aggravano, mentre le sfide globali emergono senza sosta. Alcuni paesi restano ancorati a mentalità da guerra fredda e logiche a somma zero, ricorrendo unilateralmente al protezionismo e minando le regole e l’ordine internazionale, aumentando instabilità e incertezza.
Di fronte a tali rischi e sfide, cresce la consapevolezza che l’umanità costituisce una comunità dal destino condiviso e che gli interessi delle nazioni sono strettamente interconnessi. Solo aderendo a un autentico multilateralismo, fondato su consultazione, cooperazione e condivisione, è possibile affrontare efficacemente i problemi globali e realizzare una pace duratura e uno sviluppo comune.
I valori comuni dell’umanità rispettano la diversità delle civiltà, superano le differenze ideologiche e riflettono l’aspirazione universale dei popoli a una vita migliore. La pace e lo sviluppo sono temi eterni dell’umanità; l’equità e la giustizia costituiscono le basi dell’ordine internazionale; la democrazia e la libertà sono aspirazioni condivise dai popoli di tutti i paesi.
La Cina si presenta come costruttrice della pace mondiale, contributrice allo sviluppo globale e sostenitrice dell’ordine internazionale. Essa sostiene fermamente il ruolo centrale delle Nazioni Unite negli affari internazionali e promuove attivamente iniziative globali in materia di sviluppo, sicurezza e civiltà, offrendo il proprio contributo alla governance globale.
In questo nuovo punto di partenza storico, tutti i paesi sono chiamati a collaborare, a promuovere i valori comuni dell’umanità, a rafforzare solidarietà e cooperazione, e a costruire insieme una comunità dal futuro condiviso, dando vita a un mondo di pace duratura, sicurezza universale, prosperità comune, apertura inclusiva e armonia con la natura.
Sulle stesse linee la lettera enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco 3 ottobre 2020
172. Il secolo XXI «assiste a una perdita di potere degli Stati nazionali, soprattutto perché la dimensione economico-finanziaria, con caratteri transnazionali, tende a predominare sulla politica. In questo contesto, diventa indispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali più forti ed efficacemente organizzate, con autorità designate in maniera imparziale mediante accordi tra i governi nazionali e dotate del potere di sanzionare». Quando si parla della possibilità di qualche forma di autorità mondiale regolata dal diritto, non necessariamente si deve pensare a un’autorità personale. Tuttavia, dovrebbe almeno prevedere il dare vita a organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali.
173. In questa prospettiva, ricordo che è necessaria una riforma «sia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che dell’architettura economica e finanziaria internazionale, affinché si possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di Nazioni». Senza dubbio ciò presuppone limiti giuridici precisi, per evitare che si tratti di un’autorità cooptata solo da alcuni Paesi e, nello stesso tempo, impedire imposizioni culturali o la riduzione delle libertà essenziali delle nazioni più deboli a causa di differenze ideologiche. Infatti, «quella internazionale è una comunità giuridica fondata sulla sovranità di ogni Stato membro, senza vincoli di subordinazione che ne neghino o ne limitino l’indipendenza».Ma «il compito delle Nazioni Unite, a partire dai postulati del Preambolo e dei primi articoli della sua Carta costituzionale, può essere visto come lo sviluppo e la promozione della sovranità del diritto, sapendo che la giustizia è requisito indispensabile per realizzare l’ideale della fraternità universale. […] Bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale». Occorre evitare che questa Organizzazione sia delegittimata, perché i suoi problemi e le sue carenze possono essere affrontati e risolti congiuntamente.
174. Ci vogliono coraggio e generosità per stabilire liberamente determinati obiettivi comuni e assicurare l’adempimento in tutto il mondo di alcune norme essenziali. Perché ciò sia veramente utile, si deve sostenere «l’esigenza di tenere fede agli impegni sottoscritti (pacta sunt servanda)», in modo da evitare «la tentazione di fare appello al diritto della forza piuttosto che alla forza del diritto». Ciò richiede di potenziare «gli strumenti normativi per la soluzione pacifica delle controversie […] in modo da rafforzarne la portata e l’obbligatorietà».Tra tali strumenti normativi vanno favoriti gli accordi multilaterali tra gli Stati, perché garantiscono meglio degli accordi bilaterali la cura di un bene comune realmente universale e la tutela degli Stati più deboli.
175. Grazie a Dio tante aggregazioni e organizzazioni della società civile aiutano a compensare le debolezze della Comunità internazionale, la sua mancanza di coordinamento in situazioni complesse, la sua carenza di attenzione rispetto a diritti umani fondamentali e a situazioni molto critiche di alcuni gruppi. Così acquista un’espressione concreta il principio di sussidiarietà, che garantisce la partecipazione e l’azione delle comunità e organizzazioni di livello minore, le quali integrano in modo complementare l’azione dello Stato. Molte volte esse portano avanti sforzi lodevoli pensando al bene comune e alcuni dei loro membri arrivano a compiere gesti davvero eroici, che mostrano di quanta bellezza è ancora capace la nostra umanità.

Una carità sociale e politica- Discorso di Papa Francesco all’ONU 25 settembre 2015
 https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/september/documents/papa-francesco_20150925_onu-visita.html

Questo è un documento di orientamento sottoposto alla riflessione collettiva e si costituisce come documento di riferimento e premessa per le successive elaborazioni e iniziatve del Gruppo di Buona Volontà sulle Nazioni Unite.